MONTALBERA

Le leggende sulla nascita del vino sono numerose e narrano tutte di divinità che donano il prezioso frutto del vino all’uomo.
Una di queste, racconta che Bacco in viaggio in Arabia, per riposare un poco, siede vicino a una giovane e rigogliosa pianta di vite che, dopo aver deciso di portare con sè, sradica introducendola, per ripararla dal sole, in un osso di uccello, ma la vite cresce e quindi la introduce prima in un osso di leone e infine nel cranio di un asino.
Certo, è una leggenda, una tra le tante, ma ci porta direttamente alla recensione di oggi, il vino.

Sia benedetto chi per
primo inventò il vino
che tutto il giorno mi fa stare allegro.


In effetti chi beve   vino, un pò più del dovuto, sta sempre allegro e come si dice……vino veritas…..tutto ciò che non si dice da sobri, lo si dice facilmente quando si è bevuto un pò troppo.
Parliamo di chi ha fatto un’arte di questa bevanda e più precisamente dell’azienda +Montalbera Vini 


L’azienda nasce all’inizio del ventesimo secolo in un territorio compreso fra i comuni di Grana, Castagnole Monferrato e Montemagno e col passare del tempo, la famiglia Morando, titolare dell’azienda, acquisisce i terreni confinanti che coltiva tutti a Ruchè. Oggi l’azienda è conosciuta a livello internazionale per la sua produzione che rispetta tutte le tradizioni e coltivando il frutto, che la terra dona, in modo più che eccellente.


Montalbera è costituita da tre cantine:

-la prima riconosciuta per “IL PRINCIPE ROSSO DEL MONFERRATO”, autoctono Ruchè

-la seconda per “IL MOSCATO D’ASTI”

– la terza per un’etichetta selezionata di “BAROLO”

La filosofia di questa azienda è quella di mantenere la tradizione e conciliarla con l’innovazione creando un prodotto ottimo ma senza perdere i sapori della propria terra che si possono ritrovare solo in un frutto ottenuto con un lavoro minuzioso in vigna e in cantina.
L’azienda si chiama MONTALBERA RUCHE’ e prende il nome proprio dal vino che l’ha resa famosa. Il Ruchè di Castagnole Monferrato si produce con le uve del vitigno omonimo e, nel 1987, gli viene conferita la denominazione di origine controllata. 
Il nome Ruchè non si sa bene da dove venga ma ci sono diverse ipotesi, una tra queste vedrebbe una comunità di monaci devoti a “San Rocco” e da qui avrebbero introdotto la sua coltivazione in zona. 
Un’altra ipotesi attribuisce il suo nome a “roncet”, una degenerazione infettiva che in passato attaccò i vitigni e riuscì a salvarsi solo il Ruchè che risultò resistente e robusto. Infine, un’altra tesi suppone che derivi dal termine piemontese “roche” , inteso come un vitigno coltivato in zone arroccate del Monferrato. Niente di certo ancora ma la versione più accreditata è proprio quest’ultima. 
L’unica cosa certa è l’emozione che riesce a donare il Ruchè a chiunque lo beva infatti più di una volta è stato descritto:


ha un corpo perfetto e un equilibrio di aromi, sapori e profumi unici. Degustato con moderazione libera lo spirito e apre la mente…” 

Il Piemonte, si sa, è una regione ricca di una grande varietà di vini, ma il Ruchè ha un sapore così particolare ed unico che lo rende una vera perla della viticoltura piemontese, tanto da essere descritto come “l’altra faccia del Piemonte”.
Per i grandi appassionati di vini, la scoperta più importante rimane sempre la cantina di produzione.
Il periodo migliore per entrare in contatto con questo mondo è tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, quando si procede alla vendemmia monferrina, si vede tutto il lavoro svolto fino ad allora dagli attenti vignaioli che in quella terra hanno messo tanto lavoro ma anche il cuore e le emozioni che si trasferiscono nel frutto della terra che diventa nettare. In pochi giorni si decidono le qualità dei vini e il futuro dell’annata. 


Io, ricordo quando ero bambina, come a ogni vendemmia, era una festa per tutti. Ci si incontrava tutta la famiglia e gli amici e nella vigna era un gran lavoro per raccogliere quei frutti magici che avrebbero poi dato il buon nettare. Quanto lavoro dietro! Eppure allo sgorgare di quelle prime gocce di nettare, la soddisfazione e l’orgoglio per il lavoro svolto, ripagava di tutti i sacrifici. E’ una sensazione che non si può descrivere a parole, bisogna viverla in prima persona per sentire quegli odori e quelle emozioni che si possono provare solo stando sul posto.
Per degustare tutto il sapore del Ruchè non bisogna berlo appena aperto ma farlo riposare circa mezz’ora  prima di servirlo e può essere consumato anche nei giorni a seguire perchè mantiene intatto tutto il sapore. Va bevuto a temperatura ambiente di circa 18 gradi per degustarlo a pieno.

Il Signor Enrico Riccardo Morando, è stato squisitamente disponibile e mi ha inviato due bottiglie della sua riserva personale per farmi degustare i sapori della sua terra:





– RUCHE’ LACCENTO
– RUCHE’ LA TRADIZIONE






Il Ruchè Laccento fa parte delle SELEZIONE BRICCO MONTALBERA  e nasce sulla collina maggiormente esposta ai raggi del sole a sud ad un’altezza di circa 280 mt s.l.m.
Per renderlo così notevole, viene lavorato  con attenzione, adottando le migliori regole in vigna, un giusto e severo diradamento delle uve nei primi mesi estivi, effettuando una buona cernita di uve in sovramaturazione, con una piccola parte di uve appassite su graticci in camera sterilizzata e termocondizionata per 40-55 giorni.
Il colore è rosso rubino intenso con riflessi violacei quando è ancora un vino giovane, ma che diventano granati dopo qualche anno di maturazione.
Ha un profumo intenso e persistente con note di petali di rosa e confettura di frutti di bosco.
Il sapore è caldo, piacevole e di rara setosità, sembra accarezzare il vostro palato.




Il Ruchè  La Tradizione fa parte dei CLASSICI e viene prodotto su colline vocate ai raggi solari su terreni calcarei, asciutti che rendono il territorio ottimale per la coltivazione di questo prezioso autoctono. Ha un colore rosso rubino di media intensità e con riflessi violacei quando è ancora giovane e che tendono al granato dopo i primi anni in bottiglia. Il profumo è intenso e persistente, aromatico e fruttato con note di petali di rosa e violetta nei primi anni e con note speziate dopo l’affinamento. Il sapore è caldo e armonico e ha un buon equilibrio in bocca.

Ma l’azienda Montalbera non ha solo questi 2 vini ma una grande varietà e tutti di eccellente qualità. 
Potete visitare il sito web per trovare maggiori informazioni sia sull’azienda  che sui suoi vini .
Vi mostro solo alcune bottiglie di quelle che potrete vedere    










Io ho voluto provare queste eccellenze insieme ai miei ospiti che hanno gradito molto la cena ma soprattutto il vino e mi hanno fatto i complimenti per la scelta azzeccata alla serata. 






Vi consiglio di visitare il sito web dell’azienda MONTALBERA
o la pagina fb
per rendervi conto di quanti magnifici vini ci sono e acquistarli per fare o farvi un regalo importante .
Ringrazio il Signor Enrico Riccardo Morando, una persona gentile e disponibile, che mi ha concesso l’onore di provare i vini della sua riserva personale.
Non posso far altro che concedarmi da voi adesso augurandovi un

PROSIT!

3 thoughts on “MONTALBERA

  1. molto interessante premetto che non amo i rossi…ma adoro i vini bianchi frizzanti….e la 1 bottiglia non sò perchè mi ispira da morire….però bisognerebbe testarlo…magari accompagnato da un ottima frittura di pesce

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